(precedente)                               storia Dei Vigili del fuoco (parte 3°) 

Elmo del secolo scorso

Nello sviluppo generale delle strutture antincendio si andava  evidenziando una 
serie di inconvenienti causati dalla diversificazione di metodi e materiali.
Essendo i Corpi alle dipendenze dei Comuni ognuno si dotava in base alle
proprie finanze e necessità con un fortissimo divario tra le città del nord 
da quelle del sud. Un Regio Decreto del 1910 aveva costituito una 
commissione con l'intendo di studiare la possibilità di creare in tutti i 
Comuni del Regno un Corpo di Pompieri. Solo nel 1928 fu varata la legge 
in cui si fissava l'obbligo per i Comuni con popolazione superiore a 40 mila abitanti di dotarsene.

Ufficiale VV.F.  anni 30

La pianificazione organizzativa si ottiene con la legge n°1570 
varata nel 1941, con essa vengono individuati con chiarezza
i compiti Istituzionali e disciplina l'organizzazione ed i servizi
antincendio. Negli anni della II°Guerra Mondiale il neonato 
Corpo Nazionale si distinse per coraggio ed abnegazione con un 
notevole contributo di vite umane. Nelle ultime fasi della guerra ai Vigili furono requisiti, da parte dei Tedeschi in ritirata, gran parte dei mezzi a motore. Nell'immediato dopoguerra il Corpo si trasformò in una grandiosa officina. Nelle caserme fu portato ogni mezzo che alleati e nemici avevano abbandonato. Vennero riparati modificati ricostruiti e resi funzionali numerosi mezzi tanto che alla fine del 1848 dalle officine ne uscirono adattati perfettamente al servizio dei Vigili, rossi fiammanti  come quelli anteguerra, riparati o con ricambi costruiti al tornio o alla fresa. Falegnami, elettricisti,saldatori, verniciatori, insieme ai maghi dei motori avevano compiuto il miracolo. Agli inizi del 1949 era stato completamente ristrutturato il servizio nautico, a tutti i Corpi era in distribuzione l'autopompa fiat 640N, furono gettate le basi per nuove specializzazioni, create nuove scuole e programmato l'impiego di radio per i collegamenti fra i mezzi.Nel 1950 fu varata la legge che permetteva di svolgere il 

Motoscafo  anni 40

una colonna di barche trainate da un'anfibio dei VV.F in Polesine durante l'evacuazione a seguito dell'allagamento causato dalla piena dal Po nel 1951 foto tratta dal libro "Oltre il fuoco"

La violenza della piena del Po in Polesine nel momento della rottura degli argini a Occhiobello foto tratta dal libro "Oltre il fuoco"

livello Provinciale e creato un unico Corpo Nazionale organizzato in Comandi Provinciali che a loro volta sono articolati in Distaccamenti e Posti di vigilanza. Nel contempo in quegli anni gli interventi si moltiplicano: disastri ambientali (Vajont 1963), alluvioni (Firenze 1966), terremoti (Belice1968) i più drammatici, si susseguono vedendo i Vigili sempre in prima linea. Questi eventi, nonostante lo sforzo di ammodernamento, mettono in luce l'inadeguatezza e la frammentarietà dell'intero complesso della protezione civile. La legge 996 del 1970 istituisce la "Direzione Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendio", tale legge amplia i compiti e prevede una più dettagliata articolazione del Corpo.Ulteriori modifiche furono apportate con le leggi

lo sviluppo di nuove tecnologie basate sui prodotti petroliferi, l'uso del GPL, la chimica, il boom economico mescolato al disordinato inserimento nei centri abitati di industrie creò notevoli problemi di sicurezza e molteplici incidenti. Furono gli anni dei grandi incendi alle raffinerie. Le nuove realtà furono affrontate con il primo Congresso Mondiale della Prevenzione e della Estinzione del Fuoco tenutosi a Roma nel 1956. Nel 1961 viene effettuato un riordinamento dell'impianto organizzativo o  e strutturale dell'intero Corpo con la legge n°469. Vengono soppressi i Corpi a 

Occorre arrivare al 1935 perché sia riconosciuta a livello nazionale la necessità di avere un Corpo Nazionale Pompieri che fu creato con il decreto n°2472 del 10 ottobre. Con il coordinamento del Prefetto Alberto Giombini iniziò nei quattro anni successivi la costituzione vera e propria del Corpo. Furono create nuove strutture, ammodernato con nuovi mezzi il parco auto con la distribuzione di pompe, autoscale, mezzi navali, tutti di nuova costruzione. Tutto il materiale fu scelto con criteri di uniformità e intercambiabilità. Nel 1938 il Regio Decreto n 1021 cambiò la denominazione Pompieri che venne sostituita da "Vigili del Fuoco". Il 27 febbraio 1939 con la legge n° 33 venne istituito il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Nell'appendice di tale legge furono inserite tutte le disposizioni riguardanti l'ordinamento generale il personale, le scuole per la preparazione tecnico fisica, le caserme ed i materiali, l'organizzazione ed  il funzionamento dei servizi, la parte finanziaria e le norme per la             mobilitazione.

servizio militare nel Corpo. La rinascita e l'efficienza dei Vigili venne messa subito alla prova con gli eventi del 1951. In quell'anno il Po ruppe gli argini a Occhiobello (RO) inondando il 62% della provincia di Rovigo, grazie all'efficienza e all'utilizzo dei mezzi anfibi appena entrati in esercizio furono evacuate 106.568 persone. L'operazione nel Polesine valse la Medaglia d'Oro al Valor 
Civile alla Bandiera del Corpo e l'ammirazione non solo del Popolo Italiano ma da tutto il mondo. A conferma delle capacità, i Vigili Italiani furono richiesti in occasione calamità in varie parti d'Europa.Negli anni seguenti 

 

emesse nel 1982 (L.n° 64) e L.n° 521 del 1988. 
Nuove leggi e direttive sono succedute a nuovi disastri nel corso degli ultimi anni: Friuli, Irpinia, Val di Stava, Valtellina, Moby Prince, alcuni dei più tragici, ma ovunque, a prescindere leggi, religioni o razze all'interno dei confini nazionali o all'estero,  ovunque l'intervento è stato determinante per professionalità, capacità, slancio e dedizione.
Vorrei chiudere questa breve ed incompleta cronologia storica con una sola e semplice parola rivolta a tutti i Vigili del Fuoco:

... Grazie !

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