| Via Frattini, Da vedere, le statue in cotto poste in delle nicchie alla sommità della costruzione. Le statue originali del XV secolo si trovano nel Museo Civico di San Sebastiano (anche qui i colombi sono i padroni) |
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Le cinque sculture, già collocate nelle nicchie in fregio alla
casa fancelliana di via Frattini 5 a Mantova, appartenuta alla nobile
famiglia dei Valenti Gonzaga dal 1690, vennero restaurate ed incluse nella
raccolta di terrecotte di Palazzo Ducale nel 1958, quando l’allora
proprietario, lo scultore Menozzi, ne segnalò lo stato di degrado al
Soprintendente prof. G. Paccagnini, il quale provvide al recupero ed allo
studio di esse... Dal Venturi il gruppo venne attribuito ad ignoto plasticatore veronese, mentre il Paccagnini sostenne la tesi dell’intervento di Andrea Mantegna qui in qualità di scultore, fondandosi sul fatto che l’artista aveva preparato modelli in terracotta da fondere in bronzo per il progetto di una grandiosa arca di S. Anselmo che il marchese Ludovico Gonzaga aveva inizialmente commesso a Donatello intorno al 1450... Secondo il Paccagnini, l’Evangelista e il San Pietro, dall’aspro modellato nelle chiome e nel panneggio, apparterrebbero allo stile degli affreschi del Mantegna della Cappella Ovetari in Padova e perciò di là inviate a Mantova dall’artista negli anni intorno al 1458-59, quando il marchese desiderava veder compiuto il monumento in occasione del Concilio indetto a Mantova nel 1459 da papa Pio II Piccolomini. Le altre tre statue, la Madonna, l’Angelo ed il San Paolo sarebbero invece opera più tarda, per maggiore complessità e ricchezza formale nel modo di affrontare il tema e di trattare la materia, e risentirebbero di un soggiorno del Mantegna a Firenze intorno al 1466, quando il progetto dell’arca fu momentaneamente ripreso... Nel 1482 il Mantegna propose di eseguire, con un progetto unitario, l’arca di S. Anselmo insieme al monumento funerario della marchesa Barbara di Brandeburgo, defunta nel novembre 1481, la quale venne appunto sepolta nella cappella dedicata al santo posta nel Duomo mantovano... Le statue superstiti sarebbero dunque state inglobate nelle nicchie della casa di via Frattini, che porta -guarda caso- chiare connotazioni della presenza del Fancelli: distribuzione armonica delle aperture, rilievi graffiti nell’incorniciatura delle finestre e dei marcapiani. M.Rosa Palvarini |
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