Itinerari turistici della città
Passeggiata dal Castello di San Giorgio a Palazzo Te attraverso il Centro Storico
(1800 metri circa - tempo medio 60I )
(osservando solo l'esterno dei vari monumenti con brevi soste)
Piazza Sordello(1)
Arrivando da via Legnago, tra il lago di Mezzo e quello Inferiore ci si trova
davanti il panorama classico della città con il complesso del Palazzo Ducale e
il baluardo costituito dal Castello di San Giorgio. Fatto costruire verso la fine del XIV da Francesco Gonzaga che voleva ampliare il palazzo del Capitano e munirlo di una
adeguata difesa. L’edificio è una fortezza imponente, a pianta quadrata, con quattro possenti torri angolari sporgenti, circondata da un fossato.
Entrando da via Legnago, lasciato l'asfalto per i sassi di fiume che formano la
pavimentazione di quasi tutte piazze e le vie più antiche della città, siamo
di fronte alla casa del
Rigoletto, ( personaggio immaginario dell'opera omonima musicata da Verdi)
All'interno si tengono mostre d'arte, un bronzo raffigurante il buffone è nel
giardino. A sinistra abbiamo l'ex mercato dei bozzoli (da seta) sorto
sulle ceneri di uno dei teatri della vecchia corte nell'800. Da una decina d'anni
è in
restauro per ricavarne il Museo
Archeologico, oggi parzialmente visitabile in
una piccola sezione con ingresso da Piazza Castello
. Appena superata la base massiccia del campanile e la parte rimanente in
stile gotico del Duomo si apre Piazza Sordello.
Dedicata nel 1867 al poeta mantovano ricordato da Dante nel VI canto del Purgatorio,
che costituisce il nucleo antico intorno al quale si è sviluppata la città, in
precedenza era chiamata Piazza di San Pietro. Fu creata nel corso del XIII-XIV
secolo demolendo le casupole di cui era colma e dove vennero eretti, prima dai
Bonacolsi ed in seguito dai Gonzaga i Palazzi che ancora oggi possiamo ammirare.
Con l'ingresso del Duomo alle spalle osserviamo il primo palazzo a destra, è il Palazzo
Vescovile, a seguire il Palazzo degli Uberti, Palazzo Castiglioni, Palazzo Acerbi.
A sinistra il complesso del Palazzo Ducale con due edifici fatti costruire dai Bonacolsi alla fine del
1200, la Domus Magna e il Palazzo del Capitano che nella parte finale
ospita la sede della Questura.
Il Palazzo Vescovile fu costruito tra 1776 e il 1786, appartenente alla famiglia dei marchesi Bianchi che lo abitarono fino a quando, nel 1823, divenne sede episcopale. La facciata è caratterizzata da due poderosi telamoni ai lati dell’ingresso che reggono una balconata marmorea.
Palazzo degli Uberti, sull’angolo di vicolo Bonacolsi, di costruzione tardogotica,
conserva tracce delle originarie strutture trecentesche, anche se ha subito vari
rifacimenti. Palazzo Castiglioni o Bonacolsi, perchè ritenuto dimora dei Bonacolsi.
Fatto erigere nel 1281 da Pinamonte e probabilmente ricostruito da Luigi Gonzaga dopo la conquista del potere intorno al 1340.
Dal 1808, è di proprietà dei discendenti del famoso Baldassarre Castiglioni, autore de
"Il Cortegiano". Del complesso fa parte anche una casa torre, visibile da vicolo
Bonacolsi.
Palazzo Acerbi, ancora una costruzione voluta dai Bonacolsi, dal cui cortile
interno si innalza la torre più alta di Mantova. La torre fu chiamata
"Torre della Gabbia" dal 1576, quando Guglielmo Gonzaga, fece murare
la gabbia di ferro, ancora oggi visibile, che era utilizzata come un vero e proprio carcere
all'aperto, servì per racchiudere un famoso borsaiolo dell'epoca, un tal
Marchino Ziganti. A chiudere la Piazza una delle Porte più antiche di Mantova
denominata oggi Voltone di San Pietro. Tale porta delimitava la città del X°-XII°
e le vie, Accademia e Cavour, in cui si immette non era altro che un fossato in
cui scorreva acqua e che veniva chiamato Fossato dei Buoi perchè vi si
macellava il bestiame.
Via Broletto e Piazza Broletto (2)
Oltrepassato il Voltone, il quattrocentesco Palazzo Andreasi, all'esterno
presenta i segni dell'incuria e del tempo, ma sono ancora visibili alcuni fregi in
cotto. Da qui iniziano i portici rinascimentali di Mantova le cui colonne e capitelli
sono di epoche diverse e di varia provenienza, appena pochi passi si è in
Piazza Broletto. La Piazza, ha cambiato numerose volte denominazione:
Broletto perché nel Medioevo vi si svolgevano le sedute dei magistrati del
Comune, del "Formento" nel XII° sec.,per la vendita delle granaglie,
dal 1750 circa, dei "Birri" da sbirri, le guardie del carcere che vi era
ubicato, successivamente Piazza Dante, poi con lo spostamento della statua del
poeta è ritornata alle origini. La piazza fu creata intorno al 1190, quando il
Pitentino regolando le acque del Mincio permise un ampliamento della città. Intorno
al 1227 venne costruito il Palazzo del
Podestà, massima autorità
Comunale. L’edificio, distrutto da diversi incendi, il primo
avvenuto nel già 1241, fu sempre ricostruito secondo i
dettami dell'epoca. Nel lato che si affaccia su piazza Broletto, oltre
alla lapide che ricorda la costruzione vi è un'edicola con Virgilio in Cattedra
del XIV° sec. inserita nella struttura del palazzo successivamente alla
costruzione. Il poeta è rappresentato seduto in cattedra sotto un baldacchino, col capo coperto dalla berretta dei dottori medievali.
La porta che si trova al limitare della piazza permette l'accesso ai locali del
Museo dedicato al campione dell'automobilismo, Tazio Nuvolari e al ciclista
Learco Guerra. A sinistra la piazza è chiusa da un grande arco a tutto sesto, l’Arengario, costruito intorno al 1300 per congiungere il Palazzo in cui risiedeva l’autorità podestarile con quello della Masseria, l’ufficio che registrava le entrate e le uscite del comune. L’arco è sormontato da eleganti trifore, e da una galleria
ad archi e colonne. Dal loggiato si proclamavano i bandi e le sentenze dei magistrati. Sotto al grande arco sono ancora visibili quattro grossi anelli di ferro a cui si
legavano i condannati alla tortura degli "squassi di corda". Il Palazzo
della Masseria destinato negli anni a diversi usi ha subito molteplici
rimaneggiamenti, nonostante questo, ancora oggi sono visibili alcuni decori
esterni e all'interno, in un locale al piano terra, un affresco in cui è
raffigurata la città e i domini dei Gonzaga sormontati da un grande stemma di
famiglia, visibili altri affreschi anche se in condizioni peggiori negli altri
locali a piano terra. Di fronte alla Masseria vi era l'antica sede
dell'Università dei Mercanti con la facciata dipinta ad affresco (come gran
parte degli edifici della Mantova rinascimentale) di cui rimangono poche tracce
visibili, ben visibili sono i balconi e i capitelli delle colonne. Al centro
della piazza una fontana ottocentesca posizionata a ricordo di un pozzo di oltre
120 metri da cui sgorgava l'acqua fin dal XV° secolo. Sollevando lo sguardo
verso la torre, costruita insieme al Palazzo, possiamo osservare lo stemma del
Podestà Ginori (copia fedele dell'originale del 1494 conservato in Ducale),
ultimo residuo delle lapidi e iscrizioni con i nomi dei podestà e dei
dominatori succedutisi nel governo della città (distrutte durante l'occupazione
Francese). Un edificio, costruito intorno al XVII sec. rompe la regolarità
della piazza nascondendo la base della Torre. Lasciamo la Piazza
attraverso il corto vicolo di fianco alla statua di Virgilio che prende nome
dalle botteghe degli artigiani che anticamente vi lavoravano, dei Lattonai.
A metà, l'antico cortile del Palazzo in cui vi è una suggestiva scala di età
tardo gotica. Tracce di affreschi si notano sulle finestre superiori, proseguendo ci si porta in Piazza
Erbe.
Piazza Erbe (3)
Piazza Erbe, così chiamata perché vi si teneva il mercato di verdura e frutta,
oggi ridotto a qualche bancarella. A sinistra abbiamo il Palazzo della
Ragione, la Torre dell'Orologio e la Rotonda di San Lorenzo. Di fronte
leggermente sulla destra la Casa del Mercante mentre a destra vi sono i portici
quattrocenteschi (ricostruiti nella parte terminale dopo i bombardamenti
dell'ultima guerra). Il Palazzo della Ragione originariamente faceva parte del
monastero di sant'Andrea, trasformato in residenza dai Canossa divenne sede
giustizia nel XIII° secolo. Nella metà del '400 furono aggiunti i portici e
nel 1472 la Torre in cui, nell'anno successivo, fu inserito l'orologio creato
dal matematico e astrologo di corte Bartolomeo Manfredi. Il Palazzo è stato
riportato al suo aspetto originario nella metà del 900 con la ricostruzione di
merli e l'apertura delle trifore. Una lapide ricorda l'Andreani, che morì
facendo il sopralluogo per i restauri. La Torre, a pianta rettangolare fu
progettata da Luca Fancelli e incorpora lo scalone d'ingresso del Palazzo della
Ragione. Nella nicchia, ricavata nel 1639 sotto il quadrante, una statua della Madonna Immacolata.
La Rotonda di San Lorenzo, la più antica chiesa esistente a Mantova, uno dei
pochi edifici medioevali a pianta rotonda. La chiesa databile intorno all'anno
1000, anche se alcuni studiosi sostengono sia eretta su un preesistente tempio
di origine romana. Dopo il 1579 fu dismessa, secondo alcuni perchè i troppi
rumori che provenivano dal mercato disturbavano le funzioni religiose, ma
probabilmente per l'apertura della basilica Albertiana di Sant'Andrea. Se ne
persero le tracce fino al 1908 quando venne deciso di sistemare la zona
demolendo le casupole ed i negozi sorti nei due secoli precedenti. Durante
queste demolizioni vennero alla luce le colonne e la struttura che seppur
rimaneggiata permise la ricostruzione che oggi possiamo vedere. Durante i
lavori per la sistemazione della Piazza e dello spazio antistante la
Rotonda sono stati trovati reperti romani del II° secolo. La casa del Mercante
o Casa di Giovanni Boniforte da Concorezzo, dal nome del ricco mercante
che la fece costruire nel 1455. L'edificio restaurato nella facciata
recentemente presenta una serie di decori originali in cotto attorno alle
finestre e ad ornamento della facciata. È sorretta da robuste colonne corinzie
i cui capitelli sono finemente scolpiti. Particolarità che si possono ammirare
da sotto il porticato sono l'affermazione del proprietario e la data di
costruzione scolpite in ambo i lati mentre in alto lungo la trave interna gli
oggetti che venivano venduti dal mercante, una sorta di insegna pubblicitaria in
cui sono scolpiti cappelli, forbici, nastri, fili ed altra mercanzia. Dalla casa
del Mercante proseguiamo a destra, nello slargo davanti la Basilica di
Sant'Andrea , in Piazza Mantegna.
Piazza Mantegna (4)
Piazza Mantegna è stata ricavata con la trasformazione del sagrato della Basilica a metà dell'800. A sinistra della Facciata si erge il campanile del 1413, unico elemento rimasto della precedente chiesa. A destra, la facciata termina in uno stretto vicolo che separa la chiesa dalla casa attigua, ex Cervetta, così chiamata dalle decorazioni che vi erano e che sono andate distrutte in seguito ad un bombardamento nella II°guerra Mondiale. La chiesa concepita e disegnata da Leon Battista Alberti fu iniziata dal Bertani, suo allievo poichè il maestro mori nel 1472 mentre si stava demolendo la chiesa preesistente. È la più grande della città e la quinta in Italia per dimensioni, merita un’accurata visita all’interno, ricco di opere d’arte, nella Cripta vi sono conservati i Sacri Vasi che contengono il sangue di Gesù Cristo portato dal soldato romano Longino martirizzato a Mantova nel 37 d.C. . Dall'ingresso della Basilica spostando lo sguardo verso sinistra, sovrastante la casa del Mercante vi è la Torre del Salaro costruita nel secolo XIII, probabilmente ridotta in altezza negli anni successivi e usata come deposito per il sale da cui deriva il nome. A destra nel pronao si apre un passaggio che costeggiando la base del campanile e della Basilica permette attraverso un portale gotico e i resti dell'antico convento l'accesso a Piazza Leon Battista Alberti di cui parleremo in seguito. Scendendo le scale percorriamo alcuni metri verso il vicolo di fronte, San Longino, nell'angolo in alto a destra possiamo vedere lo stemma quattrocentesco che delimitava l'area delle antiche contrade, proseguiamo a sinistra nella piazza fino all'attigua piazza Marconi.
Piazza Marconi (5)
Ha la forma di un triangolo con il vertice in Piazza Mantegna, cinta su due lati da portici, rinascimentali ridotta nelle attuali dimensioni nel 1850. Casa Lanzini raccorda le due piazze è la tipica dimora di un ricco mercante rinascimentale, eretta verso il 1460, la facciata, con le finestre incorniciate in cotto ed è sovrastata da merlature. La casa termina in via Goito (a sinistra). Ci addentriamo in via Goito per alcuni metri per poi voltarci ed ammirare la casa del Cappellaio o casa Picta, di cui sono terminati dopo un decennio i restauri nel 2002. La dimora rinascimentale, la cui facciata è completamente affrescata, unica rimasta in città, secondo gli studi effettuati durante i restauri fu dipinta dal Mantegna stesso. Oltrepassata la piazza iniziamo a percorrere via Roma
Via Roma
Rimaneggiata negli ultimi due secoli con demolizioni e ricostruzioni non sempre di buon gusto, a circa metà il Palazzo Municipale, la cui ricostruzione risale al 1832. Si prosegue verso Piazza Martiri di Belfiore
Piazza Martiri di Belfiore (6)
La piazza denominata anticamente di San Silvestro dalla chiesa preesistente e demolita nel 1789 per far posto all'odierno Palazzo delle Poste. Unico residuo visibile, la statua del Santo posta sul ponte sopra un piedistallo a sinistra. Tutta la zona ha subito notevoli modifiche a partire dall'800 quando furono demolite (1872), perchè in parte crollate, Le Beccherie costruite da Giulio Romano insieme alle Pescherie nel 1536. Nelle adiacenze delle Pescherie si erge il Campanile di San Domenico (1466) ultimo residuo dell'antica chiesa demolita nel 1925. I palazzi su via IV novembre furono costruiti demolendo la Caserma Landucci, l'antico convento dei Domenicani soppresso insieme alla chiesa nel 1797. La trasformazione della zona è poi proseguita negli anni successivi alla seconda guerra mondiale con la demolizione del quartiere denominato Bellalancia, il tombinamento del Rio (oggi corso della Libertà) e la costruzione di nuovi palazzi. L’itinerario prosegue dirigendoci verso le Pescherie poste a cavallo del Rio, si tratta di un doppio porticato bugnato ad archi tondi in cui veniva venduto il pesce che pescato nei laghi, veniva trasportato attraverso il canale dalle barche. Affacciandosi dalle finestre si può osservare, da un lato il percorso del Rio che prosegue verso Porto Catena e il lago Inferiore con in primo piano il ponte dei Massari uno dei più antichi della città. Dall'altro lato il colonnato che sosteneva le Beccherie (gli antichi macelli in cui venivano macellati i bovini ), a livello dell'acqua e in cui attraccavano le barche dei pescatori. Con il campanile alla nostra destra, possiamo ammirare nella parete di sinistra delle Pescherie, un ex voto costituita da un dipinto e alcune palle di cannone risalenti all'assedio dei francesi alla città del 1799. Riprendiamo l'itinerario ritornando in Piazza Martiri e percorriamo via G.Chiassi
Via Giovanni Chiassi (7)
In una delle prime case a destra, nella facciata vi è un bellissimo tondo con madonna in cotto e sono ancora visibili alcune parti finemente decorate sul cornicione. Proseguendo, a sinistra una lapide ricorda la casa in cui si riunirono la prima volta i Congiurati di Belfiore mentre di rimpetto alcune colonne salvate dalla demolizione del quartiere Bellalancia che si estendeva da questa parte fino al Rio. A destra il Comando Provinciale dei Carabinieri , antico convento Teatino con la Chiesa di San Maurizio ed a sinistra Palazzo Aldegatti, di rilievo il portone in marmo mentre all'interno vi sono alcuni ambienti affrescati, fino a qualche anno fa era sede didattica. La chiesa di San Maurizio, costruita dal Viani nel 1609, ed il convento attiguo furono soppressi nel 1796. Dopo alterne vicende oggi è chiusa anche se è una delle più interessanti della città. Al suo interno si conserva tra l'altro la lapide che ricorda il famoso condottiero Giovanni dalle Bande nere tolta dalla chiesa di s. Domenico e numerosi quadri. Particolare curioso l'iscrizione posta sulla facciata che da "Deo et Divo Napoleoni D." risulta cambiata in "Deo et Divo Mauritio D." ma non molto bene che è possibile leggerle entrambe. Di fronte alla chiesa una casa dalle forme diremo strane, antica sede del Collegio dei Farmacisti (Pharmacopeorum Collegii) come si può leggere ancora sull'architrave della porta. Risalendo la via troviamo Palazzo Cantoni Marga che presenta esteriormente tracce in stile gotico, merlature quattrocentesche e ornamenti nell'atrio in barocco. Lungo la via dal lato opposto, un bel portale in marmo. Percorsi una cinquantina di metri si arriva all'angolo con via Poma in cui vi è una farmacia, la facciata restaurata recentemente presenta alcune tracce delle decorazioni del XVI secolo, mentre di fronte una casa singolare datata 1911.
Chiesa di San Barnaba e via Poma (8)
All'incrocio con via Poma, sorge la Chiesa di San
Barnaba. L’attuale edificio è un rifacimento settecentesco di una precedente costruzione di cui si ha notizia fin dal 1268. L’interno a navata unica, con profonda abside e tre cappelle su ciascun lato, presenta stucchi
e tele di diversi pittori tra cui Costa il Giovane. Vi era la tomba di Giulio
Romano andata dispersa durante uno dei primi rifacimenti nei secoli passati.
Dalla porta laterale destra sulla facciata, è possibile accedere alla parte
restante del vecchio convento il cui porticato è affrescato e pieno di lapidi
ottocentesche e ad una tomba mausoleo del XV secolo. Attualmente (giugno-2003)
sia la Chiesa che il convento sono in restauro. Ci addentriamo in via Poma.
Al termine dell'edificio ecclesiastico, dove la strada si allarga, a sinistra vi
è la casa di Giulio Romano. Eretta intorno al 1544 fu restaurata e modificata
nella facciata nell'800 dall'architetto Paolo Pozzo. Furono costruite due arcate
in luogo del casino esistente e spostata la porta d'ingresso verso il centro
conservando e reinserendo tutti gli ornamenti originali. Quale segno della
trasformazione due iscrizioni poste in alto sotto il cornicione indicano le date
di costruzione e restauro. Sopra la porta una statua di Mercurio ed un montone,
lo stemma di Giulio Romano. Oggi è abitazione privata e non visitabile.Sul lato
opposto dopo l'ingresso alla casa circondariale si erge maestoso il Palazzo
Guerrieri o Palazzo di Giustizia. Costruito su di un edificio preesistente nel
1599 dall'allora "prefetto delle fabbriche di corte "Antonio Maria
Viani secondo i voleri di Giovanni Battista Guerrieri. Nel 1872 viene acquistato
dal Comune per essere adibito a sede degli Uffici Giudiziari e del Tribunale
funzione che svolge ancora oggi. La facciata è caratterizzata da gigantesche
cariatidi mentre l'interno pur rimaneggiato da lavori eseguiti negli anni e da
alcuni incendi presenta alcuni ambienti di notevole pregio. Non visitabile.
Lungo la parte opposta della via nelle facciate di alcune case vi è la vecchia
numerazione austriaca. tondi con madonna in cotto e in una facciata tracce
di antichi decori. Al termine della via si gira a destra imboccando via Acerbi.
Via Acerbi (9)
L'inizio della via nel lato opposto è segnato dalla vecchia facciata, di cui si intravedono le parti murate del rosone e del portale, della chiesa di san Cristoforo trasformata insieme a molte altre alle fine del '700 in magazzino. Percorriamo la via ed in prossimità dello slargo troviamo a destra la casa del Mantegna. La costruzione ebbe inizio nel 1476 e nel 1496 il celebre pittore vi si insediò, ma già nel 1502, fu costretto a venderla a Francesco II°. La costruzione è a forma di cubo, con ciascun lato di 25 metri. Si sviluppa su tre piani ed è delimitata da una cornice superiore. Al centro della casa un cortile circolare del diametro di 11 metri, la famosa “rotonda” che la rende unica. All'interno, oltre ai caminetti, qualche traccia di affresco ricorda lontanamente la magnificenza della dimora. Di proprietà della Provincia vi si allestiscono mostre. Al termine dell'edificio si apre uno slargo:
Largo XXIV Maggio (10)
Dominato a sinistra dal Tempio di San Sebastiano eretto su disegno di Leon Battista Alberti nel 1460 che originariamente era unito al convento omonimo che si trova di fianco. Il tempio dopo esser stato utilizzato quale magazzino per le granaglie da austriaci e francesi poi ridotto il convento a Caserma e la chiesa chiusa al culto nell'800. Progressivamente ammalorato, spogliato di arredi ed affreschi ha subito una trasformazione radicale nella facciata nei primi anni del '900 anni con la costruzione delle due scalinate che oggi permettono di accedere al tempio superiore, mentre in origine l'accesso era permesso dalla loggetta posta sulla sinistra. Trasformato in Famedio dei Caduti Mantovani, l'interno è spoglio con poche tracce del ricco passato, vi si trovano monumenti e stele in ricordo dei caduti e fino all'anno scorso custodiva il basamento, con i resti dei Martiri di Belfiore, del monumento omonimo tolto da Piazza Sordello negli anni '30. Nel 2002, in occasione del 150° anniversario, il monumento è stato ricostruito e inaugurato dal Presidente Ciampi nella valletta di Belfiore. Il vecchio convento, trasformato in caserma è stato sede di Presidio militare fino a qualche anno fa ora è chiuso e abbandonato a se stesso. Costeggiando la grande mole dell'ex Presidio si prosegue nell'ampia strada che culminava nell'antica Porta Pusterla, oggi scomparsa completamente. L'ultimo edificio a destra è il Palazzo di San Sebastiano destinato al termine dei restauri in atto a diventare Museo Civico. Tale Palazzo fu costruito nel giro di due anni 1506-1508 per volere di Francesco II° che ne fece la sua residenza e vi morì nel 1519. Nel salone superiore vi erano le nove tele del Mantegna raffiguranti " I Trionfi di Cesare" oggi conservate Hampton Court. Della stessa sala è il soffitto a cassettoni ammirabile in palazzo Ducale negli appartamenti di Vincenzo. Al Palazzo era addossata una torretta demolita insieme a Porta Pusterla nel 1903.
Al posto dell'attuale viale vi erano gli spalti che
difendevano la città e il lago Paiolo, interrato in parte alla fine del ’700
e completamente agli inizi del '900, anticamente si congiungeva al lago Inferiore rendendo la zona del Palazzo Te un'isola staccata
dalla città.
Attraversando viale Risorgimento e viale Isonzo ci si trova innanzi ad uno
dei due portali delle Aquile. I due Portali facevano parte in un complesso
di alberi, siepi e giardini che delimitavano l'area intorno al Palazzo costruiti
durante il periodo napoleonico.
Le aquile furono eseguite dallo scultore veronese Gaetano Muttoni nel
1808. La sistemazione attuale dei giardini risale alla fine del secolo
scorso. Percorso il
viale siamo arrivati a Palazzo Te.(12)
liberatiarts© 2003