Chiesa di Santa Maria degli Angeli

 

La Chiesina di S.Maria degli Angeli, restaurata nei primi mesi del 2005, è stata riaperta al pubblico e sarà visitabile tutti i fine settimana nel tardo pomeriggio fino a settembre.  La chiesa fu eretta nel 1825 per volere popolare dopo che alcuni giocatori di bocce giocando avevano fatto cadere una parte del muro laterale all'antico portale  della Chiesa del SS.Salvatore. La Chiesa, eretta intorno al 1265,  era stata nelle epoche successive, modificata a seconda delle esigenze del tempo. L'immagine sacra, di un anonimo pittore centro-italiano di ottima fattura è datata dagli studiosi come  risalente al XV° secolo. Si può ipotizzare che il muro che la ricopriva fosse stato innalzato nell'ultimo restauro avvenuto tra il 1780- 1782 che portò l'antico luogo di culto ad una trasformazione seguendo gli stili neoclassici dell'epoca. Le vicende storiche successive portarono al crollo ed al successivo abbattimento della Chiesa ad eccezione del Portale, con questa piccola porzione di muro da un lato; mentre di rimpetto, dall'altro lato della strada, inglobata nell'attuale edificio che ospita nei piani superiori un plesso scolastico, insieme all'ex convento, si trova la sagrestia, anch'essa affrescata, ma ancora non aperta al pubblico.  Oltre all'affresco della Madonna, è visibile, parzialmente coperta dal palinsensto a sinistra, la figura di un santo che faceva parte degli ciclo di affreschi della struttura originaria risalente ai primi del XIV°. Le decorazioni neogotiche che abbelliscono l'interno, eseguite dal Montegiorgese Raffaele Alessandrini, risalgono al XIX° secolo.


La parete affrescata e il soffitto

Un ringraziamento alla Confraternita della Misericordia ed ai volontari dell'Archeo Club locale che con grande senso civico danno un grande apporto alla conoscenza e valorizzazione delle bellezze del territorio. Una bella iniziativa che spero proseguirà negli anni prossimi con la riapertura di importanti edifici e luoghi sacri cui i montegiorgesi si erano ormai disabituati di ammirare.

Pietro Liberati

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