F.A.I. Giornate di Primavera 17-18 marzo 2001
Villa Pasquali (Mantova)
Chiesa Parrocchiale del Bibiena
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Delegazione di Mantova |
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Nel 1751 prese possesso della parrocchia di Villa Pasquali, il parroco don Giovanni Battista Pedrazzi. Non soddisfatto della chiesa avuta in custodia ed in uso, nel 1765 diede inizio alla costruzione di una nuova chiesa in accordo con i Priori delle Confraternite della Beata Vergine della Consolazione e del SS Sacramento e con la compartecipazione dell'intera popolazione che non esitò a cuocere nei forni domestici i mattoni che venivano portati al cantiere con i carri agricoli. Il progetto e la direzione fu affidata all'architetto bolognese Antonio Bibiena. Durante i lavori però, il 19 novembre 1766 alle ore diciannove, la cupola, costruita in tredici mesi di lavoro senza ferri e legature, per la maggior parte realizzata con fango e pietre di ogni sorta, e mattoni cotti in qualche maniera , crollò fragorosamente. Dopo lo sgomento comprensibile del Parroco e dei Parrocchiani, che attribuirono, secondo la testimonianza di un cronista del tempo, la colpa al Bibiena, pur tanto famoso e decantato, i lavori furono ripresi con rinnovato entusiasmo. Terminati i fondi nel 1784, a causa della necessità di ricostruire la grande cupola crollata, la seconda torre e la facciata rimasero incompiute. I buchi ben visibili della facciata, la copertura provvisoria al posto della torre, l' assenza di statue nelle nicchie, testimoniano l'intenzione dei parrocchiani di allora di portare a termine tutti i lavori negli anni successivi. Intenzione che però, è rimasta tale. La chiesa, nonostante nell'archivio parrocchiale ci sia traccia della costituzione di alcuni Comitati sorti con lo scopo di ricostruire la seconda torre, è rimasta incompiuta . |
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| Nell'insieme la chiesa rispecchia, all'esterno, il valore scenografico dell'architettura barocca. Facendo avanzare ed arretrare le masse contrastanti di chiari e scuri, impiegando linee curve che permettono continue variazioni di particolari e giochi di luci ed ombre, il Bibiena crea uno spazio non delimitato da linee simmetriche e regolari che tende invece ad ampliarsi sempre più nello spazio circostante. La facciata, tutta in cotto ed a faccia a vista, si presenta a due ordini, toscano (parte inferiore) e corinzio (parte superiore) con una grande porta centrale e due più piccole laterali. La fronte del tempio risulta arretrata rispetto ai due corpi che la fiancheggiano predisposti come base per i campanili di cui, come detto in precedenza, solo uno portato a termine. L'edificio necessita di un integrale intervento di restauro sia all'esterno che all'interno. |
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| Anche l'interno, come l'esterno è in cotto. Si presenta a navata unica fiancheggiata da quattro cappelle di pianta quadrata sovrastate da piccole cupole ornate di rosoni, fregi, simboli a stucco ed affreschi e collegate da un vano di passaggio. Le due cappelle di sinistra dedicate a San Francesco di Paola ed al Sacro Cuore, sono state recentemente restaurate, mentre le due cappelle di destra, dedicate alla Anime purganti ed a San Sebastiano dovrebbero essere recuperate a breve, anche grazie al contributo già deliberato dalla Fondazione CARIPLO e dal Comune di Sabbioneta. La maestosa cupola con la volta traforata in cotto rappresenta la grande particolarità del tempio, ed è situata in posizione centrale. Il grande apparato illusivo in cui gli affreschi e le prospettive celesti delle doppie volte sono esaltati dal sistema di illuminazione naturale che realizza differenti giochi di luci e di ombre. Nella cupola centrale, la luce, introdotta direttamente tramite le otto finestre della lanterna, si distende in modo uniforme sulla superficie della volta. Anche le cappelle del Transetto e l' abside sono |
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traforate ed illuminate da feritoie che offrono luce indiretta perché i raggi luminosi, battendo sulle nervature portanti delle volte traforate, illuminano solo il cielo e gli angeli trasmettendo sensazioni di irreale profondità. Sull'altare sono collocati quattro busti in legno e cartapesta raffiguranti i Dottori della Chiesa.
Dal presbiterio due porte in legno di noce intarsiato (1773) mettono in comunicazione, a sinistra, con la Cappella utilizzata in inverno ed a destra con la Sagrestia. Ai lati del presbiterio sono collocati due angeli porta cero in legno della seconda metà del settecento. Ai quattro angoli dei pilastri reggenti la cupola, sono situate le statue in stucco dei quattro Evangelisti, Luca Matteo Giovanni e Marco, opere realizzate ai primi del `800.
Testo liberamente tratto dalle note redatte dal Comitato Tecnico per la Parrocchiale in collaborazione con il F.A.I. in occasione della visita |
L'autore ringrazia il Comitato Scientifico per la Parrocchiale,
in particolare il Rag. Roberto Marchini, le Guide i Figuranti ed i Volontari
per la cortesia e disponibilità durante la visita.
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