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I Sacri Vasi tra
Leggenda,
Fede,
Tradizione
e Storia
Longino l'Isaurico (proveniente dalla provincia di Isauria oggi in Turchia) fu il soldato
romano che trafisse con la lancia il costato di Gesù morente sulla Croce. Dalla ferita sgorgò sangue misto ad
acqua ed alcune gocce finirono negli occhi
malati da tempo di Longino che immediatamente guarì. Quell'evento
portò alla fede il soldato che raccolse la terra intrisa del sangue di Gesù e la conservò in una cassetta
metallica che lo segui nelle sue peregrinazioni fino a Mantova. Durante la permanenza nell'Ospedale dei
Pellegrini per timore di perderla o di esserne derubato seppellì la Reliquia in un luogo segreto. Subì il
martirio a causa della sua fede il 2 dicembre del 37 d.C. e sepolto in contrada Cappadocia. La santificazione
di Longino avvenne sotto il papato di Innocenzo VI° il 2 dicembre 1340. La reliquia fu ritrovata nell'804,
grazie alle indicazioni, fornite da Sant'Andrea ad un fedele, sul luogo esatto nell'orto dell'ospedale di Santa
Maddalena ove era interrata. Accanto alla reliquia furono trovate anche delle ossa umane,
probabilmente quelle del Martire che sono conservate nella terza
cappella a destra della Basilica di S.Andrea. La notizia del
ritrovamento giunse anche a Carlo Magno che, impressionato dal fatto, invitò il
Papa Leone III a recarsi a
Mantova per avere maggiori notizie. Il Papa dopo opportuni accertamenti rilasciò una dichiarazione in cui si
accertava l'autenticità della Reliquia e ne donò una piccola parte all'Imperatore che la fece deporre nella
Cappella Reale a Parigi. Durante le invasioni degli Ungari, del 923, per il timore di una profanazione si provvide
a dividere la Sacra Terra in due porzioni, una conservata nella Chiesa di S.Paolo contigua alla Cattedrale, la
seconda ulteriormente divisa in due, all'interno di due vasi di cristallo, fu sepolta nell'orto dell'oratorio
dedicato al Sangue di Cristo. Gli eventi e la segretezza con cui fu eseguito
l'occultamento fecero
si che solamente l'intervento dell'Apostolo Andrea nel
1048, apparso per tre volte ad un mendicante cieco permisero il secondo ritrovamento. La Chiesa ricorda
tale fausto evento nella giornata del 12 marzo. In seguito, per la Reliquia furono costruiti una chiesa
e un monastero. Vi fu un continuo afflusso in città di pellegrini che assieme a Papi e Imperatori
Le rendevano omaggio. Nel 1053 papa Leone IX°, nel 1055 l'imperatore Enrico III che ne ricevette in
dono una minuscola porzione, che, successivamente dopo diversi passaggi giunse nella cittadina di Weingarten
(D) ove oggi è conservata e venerata. Anche nei secoli che seguirono i re, imperatori e Papi resero omaggio alla
Sacra Reliquia. Il Papa Pio II°
Piccolomini ne riconfermò l'autenticità. Il pontefice malato, rivoltosi per la
guarigione al Sacro Sangue ne venne immediatamente risanato. Nel 1472, per dare degna custodia alla Reliquia,
iniziarono i lavori dell'attuale Basilica di Sant'Andrea su progetto e disegno di Leon
Battista Alberti. Nel 1479 fu "ritrovata" nella chiesa di S. Paolo, la porzione di
Reliquia nascosta durante l'invasione degli Ungari nel 923. Il Sacro Sangue
di Gesù dal 1500 venne custodito all'interno di due reliquari d'oro realizzati da Nicolò da
Milano disegnati dal Bernini. Durante il Risorgimento, nel 1848 furono trafugati dai soldati
di un reggimento austro-ungarico e mai più ritrovati. La Reliquia fu ripristinata con i
frammenti nascosti, cui era stata suddivisa per misura prudenziale, negli anni precedenti.
L'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe si fece carico, a titolo di riparazione, dei nuovi
reliquari che furono realizzati da Giuseppe Bellezza. Gli stessi che ogni venerdì santo
vengono prima esposti alla venerazione dei fedeli e successivamente
portati in processione per
le vie della città, tradizione questa che
negli ultimi anni ha subito una discutibile riduzione.
I Sacri Vasi per il resto dell'anno sono conservati nella
cripta sotterranea della Basilica, all'interno dell'altare. Come ogni anno, il
il Venerdì
Santo,
si è ripetuta la cerimonia dell'apertura dei forzieri che custodiscono la Reliquia.
Le Autorità civili e religiose, custodi delle chiavi, si alternano per l'apertura delle
numerose
serrature
fino
all'apertura
dell'ulna.Successivamente,
i Vasi vengono
portati nella Basilica dove sono esposti
alla venerazione
dei fedeli.


Testi liberamente tratti dagli scritti dedicati ai Sacri Vasi
di Luigi Pescasio
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