La Chiesa di Ogni Santi, ricostruita nella forma attuale nel 1753, ha l'interno in stile barocco. All'interno oltre agli stucchi e dipinti d'epoca si possono ammirare i pochi resti di affreschi del 400. Sul Campanile e nei cortili interni qualche avanzo dell'antico convento dei Benedettini.
Parrocchia della diocesi di Mantova. Nel 1610 risulta una
delle 19 parrocchie urbane censite dalle costituzioni sinodali del venerabile
Francesco Gonzaga, vescovo di Mantova (Constitutiones 1610). La dedicazione ad
Ognissanti risale al secolo XII, in base alla bolla di papa Adriano VI del 1159
(Torelli 1914). E' stata sede di una comunità benedettina dipendente dal
monastero di San Benedetto in Polirone, che gestiva un ospizio a favore dei
monaci che dalla campagna si recavano in città. Ognissanti all’inizio ebbe come
superiore un priore e assunse la cura d’anime probabilmente nel secolo XIV,
epoca in cui figura tra le parrocchie di città di Mantova appartenenti alla
Congregazione ab extra (cioè all’associazione dei parroci della città, fatta
eccezione dei sacerdoti della Cattedrale che formavano la Congregazione ab intra).
La parrocchia venne affidata al monaco priore, fino a circa il 1430, quando il
monastero di Polirone (e quindi quello di Ognissanti) aderì alla riforma
dell’Ordine benedettino, detta di Santa Giustina; da allora la cura d’anime
venne esercitata da un sacerdote designato dall’abate e nominato dal vescovo.
Menzionata nella visita pastorale del cardinale Ercole Gonzaga, vescovo di
Mantova, nell'anno 1553, vi si annota che è di ragione dei monaci di San
Benedetto, per i quali serve un cappellano, con provvigione di 100 lire, un
"carro" di vino e quattro sacchi di frumento (Putelli 1934). Il papa Innocenzo X
nel 1653 dispose che la cura pastorale della parrocchia fosse assunta da un
vicario perpetuo, proposto dall’abate e nominato dal vescovo della diocesi.
Nel 1789, al tempo della riforma austriaca del comparto parrocchiale della città
di Mantova, la parrocchia di Ognissanti venne soppressa e il suo territorio
venne aggregato alla nuova parrocchia di San Giacomo in Sant’Orsola (Comparto
parrocchiale di Mantova, 1789).
Nel 1793 la parrocchialità di Ognissanti venne ripristinata, con l’affidamento
dell’ufficio di parroco a un monaco benedettino. Dal 1797, soppresso il
monastero dei benedettini ad opera del governo francese, la cura d’anime
cominciò ad essere esercitata da un sacerdote secolare di nomina vescovile; da
allora, la nomina del parroco è di libera collazione. Nel 1837 si contano 2800
anime da comunione (Visita Bellè 1837-1840). La popolazione, globalmente
considerata, conta 981 abitanti, di cui 331 da comunione, nel secolo XVII
(Visita Vialardi 1689), 3828 abitanti all’inizio del secolo XX (Visita Origo
1901) che divengono 3305 nel 1985 quando la chiesa è officiata dal parroco e da
un vicario parrocchiale (Annuario diocesi Mantova 1985). Ebbe alle sue
dipendenze la chiesa sussidiaria di Sant'Orsola (Visita Bellè 1837-1840; Rosso
1851) e l'oratorio dell'Immacolata Concezione delle Ancelle della Carità (Visita
Origo 1901). La sua giurisdizione comprendeva anche il civico ospedale (Visita
Origo 1901). All’inizio del secolo XX sono presenti la confraternita del
Santissimo Sacramento, attestata in precedenza anche nel 1689 (Visita Vialardi
1689) e nel 1837 (Visita Bellè 1837-1840), e le pie unioni di San Mauro e di
Sant'Anna (Visita Origo 1901).
Bibliografia:
1: Visita Origo 1901
2: Cittadella 1991
3: Putelli 1934
4: Constitutiones 1610
5: Rosso 1851
6: Annuario diocesi Mantova 1985
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