Cappella funebre di Andrea Mantegna
a cura del dott. Gianfranco Ferlisi

Il primo marzo del 1504 il nome del grande artista si lega alla vicenda della cappella (la prima a sinistra dell’ingresso alla Basilica) già nel 1481 intitolata a san Giovanni Battista. Nel suo testamento infatti Mantegna dispone di esservi sepolto e prescrive di decorarla entro un anno dalla sua morte. Oggi, appena varcata la soglia d’accesso del sacello, si possono cogliere, con immediatezza, le limpide geometrie dell’umanesimo architettonico: sul modulo della pianta, pressoché quadrata, si innalzano pareti scandite da arconi a tutto sesto, profilati da cornici in cotto. In alto, su un tamburo cilindrico, si eleva una calotta semisferica: una scelta che ripropone l’accostamento del modulo del cerchio e del quadrato. Sulla parete di fronte all’ingresso si presenta al visitatore, con straordinaria evidenza, La sacra famiglia e la famiglia del Battista, ritenuta da molti opera tarda e autografa del Mantegna, da altri attribuita sempre al Mantegna ma con interventi di aiuti; in basso il paliotto, nel quale si distinguono stemmi araldici dell’artista.
Sulla destra si può osservare Il battesimo di Cristo, un dipinto in genere attribuito a Francesco Mantegna, uno dei figli dell’artista, non lontano comunque dai modi dello stesso maestro.Il terzo quadro, collocato a sinistra dell’ingresso, raffigura La visitazione di Maria a sant’Elisabetta, una tela che rimanda al manierismo, databile ad anni compresi tra il 1560 e il 1575.
 
Su tutte le pareti, all’interno del piccolo ambiente, è proposto un ciclo affrescato coerente e unitario da ascriversi all’idea progettuale del Mantegna: un’idea maturata dopo l’esperienza pittorica per la cappella papale di San Giovanni Battista nei palazzi vaticani (distrutta nel XVIII secolo). La campagna decorativa del sacello, iniziata dopo la morte del pittore (13 settembre del 1506), è databile, secondo alcuni, all’anno immediatamente successivo (1507), secondo altri al periodo tra il 1506 e il 1516.
Sulle due pareti laterali sono effigiati, fra eventi biblici e figure diverse, episodi riferiti alla memoria di san Giovanni Battista: l’Annuncio dell’angelo a Zaccaria e La decollazione del Battista.
Nel loro insieme i comparti affrescati, compresi gli affreschi della parete d’ingresso, esprimono concettualmente, per astrazione, una sintesi tra vita attiva e vita contemplativa, un itinerario dell’anima verso la salvezza: un progetto coerente dunque anche con le caratteristiche sepolcrali della cappella.
L’apparato decorativo è dovuto a pittori vicini al maestro e al giovane Correggio che, nei quattro pennacchi sotto la cupola, dipinge i quattro evangelisti. Sopra il fregio affrescato a monocromo, tra le cornici del tamburo, una raffigurazione ricca di simboliche allusività al paradiso si distende sulla superficie della calotta che chiude verso l’alto la Cappella.
In questo spazio nessuno che non appartenesse alla famiglia Mantegna poteva essere sepolto. La lapide che possiamo oggi osservare sul pavimento così recita: «Le ossa di Andrea Mantegna, famosissimo pittore, insieme con i due figli, sono state poste nel sepolcro costruito ad opera di Andrea Mantegna [suo] nipote per parte di figlio. 1560».
Infine, accanto alla tomba del Maestro, si trova un busto bronzeo (collocato nella cappella il 21 ottobre 1516) che, nel 1560, lo Scardeone attribuì allo stesso Mantegna. Molti altri studiosi, tra i quali Lightbown e Radcliffe, sono dello stesso parere. Nel marmo sottostante il busto, posto contro un clipeo di porfido, è inciso l’adespoto distico elegiaco

ESSE PAREM
HVNC NORIS
SI NON PREPO
NIS APELLI
AENEA
MANTI(n)IÆ
QVI SIMVLACRA
VIDES

(Tu che vedi le bronzee sembianze del Mantegna, saprai che questi è pari se non superiore ad Apelle).

(Testo a disposizione dei visitatori in occasione dell'apertura al pubblico per la mostra:  "A casa di Andrea Mantegna" (26-2/5-6 2006) nel V° centenario della morte dell'artista.
Consigli per la mostra "A casa di Andrea Mantegna" (26-2/5-6 2006)
Consigli per la mostra "Mantegna a Mantova 1460-1506 " (16-9-06/14-1 2007)

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