10°Festivaletteratura

On the road
di Pietro Liberati

 

 


 

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Dopo aver assaggiato la schiacciata offerta in piazza per l'inaugurazione e girovagato tra la gente mi sono diretto nel Cortile della Cavallerizza dove è previsto l'incontro con Gabriele Romagnoli e Patrizio Roversi. Interessanti, avvincenti a volte esiliranti le battute sul tema :Turisti, Artisti, Santi?  Ha suscitato un'interminabile applauso il racconto (pubblicato nell'ultimo libro di Romagnoli) in cui descrive l'intervista al sindaco di una cittadina della provincia mantovana ed al termine viene salutato dal primo cittadino con queste parole :"arrivederci, xxx xxx (bestemmia), vado a messa!!" e dei successivi contatti per ottenere una ritrazione mai concessa e che secondo Romagnoli ancora non del tutto conclusa. Roversi parlando della tv ha raccontato un episodio del suo viaggio in Cina in cui chiedeva al suo accompagnatore, non conoscendone la situazione, come era la tv cinese, se c'erano tv private, la pubblicità e cose di questo genere presupponendo limitazioni dettate dal loro sistema. Non ottenendo alcuna risposta, appena arrivato in albergo,  ha acceso il ricevitore e "....oltre ad avere un migliaio di tv, tra una pubblicità e l'altra si vedeva qualche minuto di programma ... che non capivo data la lingua !!..." Dopo due ore trascorse in fretta... tutti in fila, è l'ora degli autografi.
 
Il serpentone di gente che ha visto l'evento si mescola ad altri spettatori che riempiono le vie del centro, difficile camminare controcorrente, non c'è vicolo o piazza che sia compreso nella fiumana di gente. ....

Di buon'ora mi reco in piazza Alberti per avere istruzioni sulla giornata dopo la solita routine le chiavi dell'auto, i buoni benzina e indicazioni sul viaggio mi sposto in piazza Mantegna dove incrocio il nobel Fo che sta entrando in Sant'Andrea con la segretaria, incuriosito lo seguo. All'interno del tempio si lascia sfuggire un "... ma l'Alberti dov'è ..." alludendo allo stravolgimento avuto dalla Chiesa nelle opere interne fin dal 1600. Mi avvicino al maestro che sta girando lo sguardo intorno, come alla ricerca di un aiuto e mi offro quale cicerone. Lo informo che, purtroppo l'Alberti il tempio lo ha solamente disegnato essendo morto prima dell'inizio della costruzione portata avanti dal suo allievo Luca Fancelli. I lavori poi ripresero solo dopo circa 100 anni con l'arrivo del Viani che costrui la cripta sotterranea. Altri periodi di stallo e il succedersi di vari architetti fino a  Paolo Pozzo che dal 1772 fece risorgere lo stile dell'Alberti storpiato dagli interventi degli anni precedenti e portò a termine la Cupola (1782) e dopo trecentoventotto anni, la costruzione della Chiesa. Non nascondendo una profonda delusione mi chiede della Cappella funebre del Mantegna, lo accompagno vicino all'inferriata che ne preclude l'accesso e chiedo se desidera che recuperi la chiave per entrare ... scuotendo la testa in segno di diniego mi fa cenno che non tempo dato che sta arrivando uno stuolo di giornalisti unitamente alla segretaria per un'intervista programmata e infila velocemente la porta di uscita.

 

 

              

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 PiLi

Le immagini in bianco e nero degli autori sono tratte dal libro "centoAutori" edito da Festivaletteratura©
Lo stesso è stato usato quale promemoria di servizio e book per gli autografi dall'autore.
Le altre foto se non indicato ,  l'autore è Pietro Liberati


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