10°Festivaletteratura

On the road
di Pietro Liberati

 

 


 


Tutti i riflettori del festival sono indirizzati giustamente verso i gli autori, le personalità e gli eventi, gli incontri, raramente si parla dei volontari che rendono possibile lo svolgimento dell'intera manifestazione. Certamente lo sforzo organizzativo è grande ma senza l'impegno ed a volte l'abnegazione dei volontari tutto sarebbe vano. Per questo,  raccontando la mia esperienza vorrei far conoscere questo aspetto del Festivaletteratura sconosciuto alla maggioranza del pubblico, degli autori e dei media.

Data la passione per le auto e l'esperienza maturata nelle precedenti edizioni ho confermato fin da giugno la mia disponibilità all'organizzazione, per essere impiegato quale autista. Tralasciando i vari spostamenti effettuati nei giorni precedenti alla manifestazione per il ritiro e l'assemblaggio del parco auto messo a disposizione dai vari sponsor e le discussioni per il parcheggio riservato perennemente pieno di "intrusi", inizia "l'avventura Festival". Una settimana trascorsa in gran parte sulle strade e autostrade, tra stazioni ed aeroporti.

La gestione degli spostamenti delle auto è sempre curata da Emiliano che,  come gli altri dell'organizzazione, si è trasferito nei locali che si affacciano su Piazza Alberti, decisamente più comodi da raggiungere anche se con spazi interni abbastanza esigui. Il cartone ripiegato usato per l'arredamento dopo la diffidenza iniziale assolve benissimo il compito a cui è preposto: scaffali, librerie e tavoli accolgono i libri, computer, ed ogni sorta di materiale senza mostrare nessun segno di cedimento o sofferenza ... Un'idea geniale che ha riscosso un grande successo tra gli addetti ai lavori e delle moltissime le persona che chiedevano informazioni per poterli avere. 

Prima missione: destinazione Malpensa. Emiliano mi assegna una BMW serie 3 con il solito fondo cassa  e il cartello con stampato il cognome dell'ospite da accompagnare in città insieme ad un interprete con cui ho appuntamento all'aeroporto. La Milano-Venezia solitamente è trafficata, ma ora con i lavori, gli incolonnamenti iniziano già da Bergamo ed è un logorante elastico fino all'ingresso della Tangenziale. Alle 13 sono a destinazione, un caffè, una telefonata per incontrare Paola, l'interprete che proviene da Sondrio e poi l'attesa davanti all'uscita con in bella vista il cartello indicante  "K. Fuchs". Fuori dall'aeroporto  un caldo asfissiante, il climatizzatore dell'auto porta la temperatura interna ad un livello accettabile mentre imbocchiamo la via del ritorno. La scrittrice chiede tramite l'interprete se può fumare ed al mio assenso accende una sigaretta. Dialoga  a lungo con Paola che fa da tramite, su temi legati al Festival, vuol conoscere le modalità degli eventi, su quale abbigliamento sia più appropriato, ma la cosa che la preoccupava di più era sapere se la marca di sigarette francesi, che lei fumava, era commercializzata in Italia. Superati gli interminabili incolonnamenti nei pressi di Brescia il discorso si è spostato sul vino ... dalla produzione della Franciacorta a quella delle colline moreniche del Garda. Alle 17,30 entriamo in una città già animata dalla febbre da Festival dove frotte di persone si spostano da una via ad un'altra e con colonne di auto che assediano il centro in cerca di un improbabile parcheggio .... continua.>>>

Le foto ...                                                                                                       

 
 

 

 

 
continua ...>>>

Pietro Liberati

Le immagini in bianco e nero degli autori sono tratte dal libro "centoAutori" edito da Festivaletteratura©
Lo stesso è stato usato quale promemoria di servizio e book per gli autografi dall'autore.
Le altre foto se non indicato ,  l'autore è Pietro Liberati


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