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Per far comprendere lo spirito che
anima i volontari del Festivaletteratura proverò a descrivere la la
mia esperienza durante questa settimana. Da premettere che abitando in
città non ho usufruito né della mensa né dell'ospitalità offerta
dall'organizzazione e che la disponibilità offerta era sull'intero arco
della giornata. Il
mio Festival Già socio
(da qualche anno) del Filofestival al momento del rinnovo della tessera ho
compilato un questionario in cui davo la mia disponibilità a svolgere
attività nelle giornate del Festival.
(Per coloro che non abitano nella zona di Mantova, l'iscrizione è possibile
anche attraverso il sito ufficiale del
Festivaletteratura).
L'organizzazione è suddivisa in settori ognuno dei quali ha uno o più
responsabili a cui fanno riferimento i volontari. Gli impieghi sono
molteplici: segreteria, redazione, biglietteria, strutture, gli impianti, la
pulizia, il trasporto, la vigilanza, l'interpretariato, gli accompagnatori,
la logistica, la mensa, le squadre volanti di pronto intervento e
altre ancora. I volontari che, oltre dall'Italia, giungono anche
dall'estero, vengono poi selezionati in base alle capacità dichiarate e alle
esigenze organizzative, quindi ricontattati per definire i dettagli e le
modalità di impiego.
Vista la mia esperienza precedente di autista, la conoscenza delle modalità
e delle tempistiche ho appuntamento lunedì pomeriggio per l'inizio del mio
"servizio".
Lunedì 5
Al mattino in via della Mainolda, c'è la "vestizione", consegnano il
Pass, la maglietta blu, quella bianca una penna ed il programma, mi
presento poi in piazza Erbe dove la macchina organizzativa
gira già a pieno
regime. Nelle stanze dell'ex E.P.T. un gran fermento e un via
vai indescrivibile e per fortuna quest'anno hanno spostato la biglietteria.
Salgo al secondo piano per incontrare il mio "capo", Emiliano. È alla solita
postazione: un piccolo tavolo su cui campeggia un un monitor pieno di post-it di diversi colori. La videata presenta i nominativi degli artisti, i
luoghi di incontro, gli orari, gli spostamenti, le auto e i nominativi
degli autisti. Un portapenne stracolmo, fogli fitti di appunti lottano con
il tappetino del mouse che non riesce a contenere gli spostamenti continui a
cui è sottoposto dalla mano di Emiliano mentre parla al telefono. Conclusa
la telefonata, mentre inizia a trillare il cellulare dopo un cenno di saluto
esordisce : " Salve! ...Ci sarebbe da andare a ... " il mio
Festivaletteratura 2005" ha inizio!
Martedì 6
Al mattino ho l'incarico, insieme ad un'altro volontario di trasferire
gli automezzi da alcuni concessionari della zona che sponsorizzano la
manifestazione, nel piazzale riservato al parcheggio dopo l'applicazione
sulle fiancate del logo del Festival. Nel pomeriggio passo a
ritirare
le chiavi e un piccolo fondo cassa (per le spese di autostrada e carburante)
e mi preparo a partire per Milano Linate. Mi ha assegnato un'Alfa 147,
speravo in qualche cosa di meglio dato il parco macchine... pazienza! 50€.
di gasolio e parto verso Milano con congruo anticipo, non mi piace far
tardi, poi con il traffico in autostrada non si può mai sapere. Alle
22,15 sono nella sezione arrivi dell'aeroporto con un cartello in bella
evidenza per farmi riconoscere, qualche minuto ed avviene l'incontro.
Scambio di saluti, carico il bagaglio e via in direzione di Mantova. Durante
il percorso il signor Sesana, benchè stanco del viaggio, proviene da Nairobi
via Amsterdam, mi chiede del Festival, di Mantova ed io curioso gli
chiedo dell'Africa. Parlando poi della presenza degli italiani nel mondo mi
racconta della sua sorpresa quando giunto in Africa una ventina di anni fa e
abbandonata Nairobi verso l'interno dopo un
paio
d'ore di viaggio in auto, ad una biforcazione della pista è posizionato un
cartello che indicando una direzione riporta la seguente scritta:
"Ristorante da Pasquale" ... incredibile ! Il viaggio termina davanti
all'hotel e alla non risposta del portiere ... eppure è solo mezzanotte e
mezza ... Un giro di telefonate mentre continuo a suonare il
campanello e, finalmente la porta viene aperta da un omino dall'aria
stralunata che accoglie l'ospite. Il primo round è terminato rientro a casa
con l'auto dato che domani devo trovarmi a Venezia alle 10,30.
Mercoledì 7
Il viaggio è tranquillo ma in prossimità della città lagunare ci sono
code che fortunatamente mi consentono di essere a Piazzale Roma intorno alle
10. Il tempo non promette nulla di buono una serie di nuvoloni carichi
d'acqua incombe sul piazzale. Trovare un parcheggio in prossimità della
biglietteria dei vaporetti, luogo dell'appuntamento, è un'utopia e
ripercorro varie volte il piazzale, poi un posto in seconda fila che non
ostruisce la circolazione e un vigile comprensivo mi permette di sostare.
Alle 10,20 squilla il cellulare, il sig. Cavalli mi annuncia che è arrivato
in
anticipo
e chiede la mia posizione. Un attimo prima che si scateni un acquazzone sto
già percorrendo la via di ritorno verso Mantova. La riservatezza iniziale
lascia spazio ad un dialogo aperto che spazia dalla storia della città, al
Festival, ai luoghi scelti, alla cucina mantovana, al dialetto. Una sorta di
piacevole interrogatorio effettuato da una persona curiosa di conoscere
direttamente e fuori dai luoghi comuni com'è e cos'è oggi Mantova. Gli
aspetti migliori ed anche quelli peggiori, visti da un cittadino senza il
filtro di una mediazione ufficiale o di una manifestazione di successo.
Siamo a Mantova, percorrere via San Giorgio lascia sempre meravigliati i
visitatori, anche quelli che già conoscono la città, accompagno in albergo
l'ospite, ritorno al parcheggio e mi accingo a riconsegnare le chiavi
dell'auto ad Emiliano impegnato perennemente al telefono. Mi vede ed
esordisce: " Salve! ... Bene! ... ci sarebbe da andare a Bergamo
all'aeroporto di Orio al Serio - e dopo una breve pausa - stasera a
mezzanotte e mezza ... - restando in sospensione e attendendo una mia
reazione che non viene, poi aggiunge - sai questa persona doveva venire
direttamente poi ha perso l'aereo e allora dobbiamo andare a prenderlo".
"Non c'è problema - replico io - dammi qualche altra informazione e
vado. - ripassa nel pomeriggio - aggiunge lui salutandomi.
Nel pomeriggio alle 16 mi da gli ultimi dettagli mentre il tempo si
incupisce.
Scendo in piazza
Erbe
per l'inaugurazione del Festival ma, visto il tempo, le autorità e gli
organizzatori sono sotto il tendone relax in Piazza Concordia, faccio appena
in tempo ad approntare la videocamera e ritagliarmi un posto alle spalle del
sindaco che si scatena un nubifragio con tuoni e fulmini. Registro e
fotografo parte dei brevi discorsi ma quando è il turno del vicepresidente
della Regione, devo cercare rifugio sotto i portici. Un paio di spettatori
si sono avvicinati alle mie spalle lasciando che l'acqua accumulata dai loro
ombrelli defluisse allegramente tra collo e maglietta colando come una
lamina di ghiaccio lungo la schiena ...Brrrrr ... Pazienza !
Alle 18,30 ha smesso di piovere e sono nel chiostro di San Barnaba
trasformato dall'acqua in una risaia, ma non c'è problema, "Ripartire da
Itaca", l'incontro a cui partecipa Ennio Cavalli è all'interno del teatrino
appena restaurato ed è già pieno di gente.

Alle 22 dopo esser passato in via Mazzini per aver conferma del luogo
dove verrà ospitata la persona che devo accompagnare, mi avvio verso Brescia
diretto a Orio al Serio. C'è poco movimento sia in strada che all'aeroporto
e subito incontro Ton, un volontario che arriva dalla Spagna. Durante
il viaggio parliamo del modo in cui è diventato volontario (attraverso
internet) dei contatti tenuti con Alessandro, del temporale a Barcellona che
ha causato il suo ritardo e su cosa sia materialmente il Festival. Non
possiamo approfondire oltre perché da Guidizzolo (cittadina a
circa 25 km da Mantova) fino alle porte della
città, si scatena un temporale con un diluvio d'acqua che riduce a pochi
metri la visibilità, devo procedere con cautela anche per le pozzanghere che
ci sono sulla sede stradale e non ci si può distrarre. Alle 2 del mattino lo
"affido" ad altri volontari che stanno entrando nel dormitorio dei Frati
concludendo così questa giornata caratterizzata dalla pioggia.
Giovedì 8
Dormo fino a tardi, il tempo è migliorato anche se ancora parzialmente
coperto. Devo andare alla stazione ferroviaria di Verona per accogliere
Sarah
Dunant ed accompagnarla in albergo a Mantova. Non sono solo, mi accompagna
un'interprete, dato che il mio inglese è limitato. L'appuntamento è alle 15,
c'è il sole e fa caldo, dopo qualche minuto di attesa si riparte. Dopo aver
superato il caotico traffico della cittadina scaligera mi immetto in autostrada
che a
quell'ora è abbastanza scorrevole e mi permette di arrivare in tempo
all'incontro con Connelly nel cortile della Cavallerizza. Riconsegno le
chiavi dell'auto, le ricevute delle spese sostenute e i soldi rimasti,
appuntamento a venerdì pomeriggio. Terminato l'evento unitamente ad altri
spettatori mi metto in coda in piazza Santa Barbara per un autografo.


Venerdì 9
È una giornata senza impegni e la dedico a girare la città nei luoghi
dove si tengono i vari eventi approfittando della maglietta blu e del Pass.
Girando tra folla non mancano le richieste di aiuto da parte di coloro che
interessati da un evento non sanno districarsi con la cartina o da semplici
turisti che chiedono informazioni su cosa stia accadendo e sul perché
frotte di persone si spostano da un posto all'altro. La sola maglietta blu
ed il Pass diventano un riferimento riconoscibile ed affidabile per avere
notizie.
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Le immagini in bianco e nero degli autori
sono tratte dal libro "centoAutori" edito da Festivaletteratura©
Lo stesso è stato usato
quale promemoria di servizio e book per gli autografi dall'autore.
Alcune
immagini sono tratte da:
Gazzetta di Mantova -
Festivaletteratura© - ove non specificato l'autore è Pietro Liberati |