Festivaletteratura
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Dal mattino presto fino a notte
fonda, per cinque giorni la città si è
trasformata. Si è fatta scoprire dai turisti e riscoprire dai mantovani in
tutta la sua bellezza. Una città stracolma. Mai
vista tanta gente a Mantova.
In ogni piazza, vicolo, via, giardino, strada, frotte di persone. Turisti,
curiosi, estimatori del festival, tv, scrittori famosi; tra loro, le 'magliette blu' vanno e vengono dalla sede del festival in piazza Erbe,
come api operaie verso l'alveare. Un vociare continuo, una folla in cui si
intrecciano molteplicità di suoni e atteggiamenti. Chi, alla ricerca
disperata degli
ultimi posti disponibili dell'autore preferito o più famoso, allunga le
code fino all'inverosimile; chi con la cartina stretta in mano,
cerca di orientarsi resistendo ostinatamente al flusso della gente; chi cerca di riunirsi al gruppo
turistico disperso dalla folla che come un'enorme vortice mescola tutto e
tutti. Basta un musico, alcuni teatranti di strada e ecco che la corsa si
placa si forma un muro invalicabile che solo qualche spavaldo cavaliere in
bici cerca senza successo di sgretolare. Meriterebbero un capitolo
intero di improperi questi 'temerari della bici' che, incuranti del
traffico, sia automobilistico che pedonale, sfrecciano in tutti i sensi in
ogni luogo: strade, vie, vicoli, piazze, marciapiedi e portici compresi,
infastiditi dal dover fermarsi o solamente cambiare direzione, tralasciamo
poi come e dove 'parcheggiano...'. Questo è un costume abituale per i
ciclisti cittadini, non
solo in tempo di festival. |
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Le foto scattate tra un 'servizio ' e l'altro da Pietro Liberati, una delle Magliette Blu |
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Per gli approfondimenti, Le foto scattate tra un 'servizio ' e l'altro da Pietro Liberati, una delle Magliette Blu |
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